Comunicato stampa
L’ormai tradizionale convegno organizzato in Quistello (MN) dall’UGIVI – Unione dei Giuristi della Vite e del Vino e dalla Cantina Sociale di Quistello, che lo ospita presso i propri locali, ha avuto ad oggetto, quest’anno, il ruolo della cooperazione vitivinicola.
Il valore della cooperazione è stato indagato ed approfondito nelle sue ricadute giuridiche, economiche, sociali e culturali.
Il legame mutualistico, chiave di volta del rapporto cooperativo, è stato esaminato dai numerosi relatori nelle sue peculiarità, nei suoi caratteri e nelle sue complessità.
Da un lato, le norme di diritto civile (Notaio Loredana Bocchini) e quelle sulla responsabilità amministrativa degli enti dipendenti da reato (Dottor Stefano Latorre, Magistrato della Procura di Sondrio), pongono i soci di fronte alla scelta di un sodalizio che non può essere quello caratterizzato dalle “porte aperte” in entrata ed in uscita, ma che è affiliazione consapevole. La prevedibile durata del vincolo non va intesa come un peso che grava sul socio ma come un’opportunità di crescita e la garanzia che la cooperativa metterà al centro il prodotto conferito e la dignità della sua remunerazione. Dall’altro lato, l’adesione a modelli organizzativi ex D.Lgs 231/2001 stimola l’adozione di buone pratiche amministrative e gestionali che ricadono lungo tutta la filiera della produzione, e costituiscono l’esempio virtuoso di modelli di comportamento anche per l’azienda di ogni singolo socio.
Cooperativa, dunque, come esempio positivo di gestione e di governance: rema in questa direzione anche l’adozione di certificazioni di sostenibilità di processo e di prodotto (Dr Simone Mastruzzi di Progesa Spa), con conseguenze importanti sotto il profilo della redditività, del marketing, dell’attrattività e del rispetto e della cura dell’ambiente vocato alla viticoltura.
La cooperativa, come è stata protagonista anche in passato (salvando letteralmente la viticoltura in molte aree della Pianura Padana, agli inizi del secolo XX), lo può essere anche in futuro, rappresentando la guida ed il riferimento di un nuovo equilibrio economico all’insegna del positivo rapporto tra azienda, produzione, lavorazione, mercato e territorio. Il ruolo delle cooperative nei consorzi di tutela vinicoli, alla luce dei nuovi campi di azione di questi soggetti codificati dal Reg UE 2024/1143 sulle Indicazioni Geografiche (Dr Stefano Sequino, UGIVI, Direttore del Consorzio Doc Delle Venezie), è certo di stimolo, proposta e riferimento. Né questo ruolo può essere messo in crisi dalle soluzioni di Intelligenza Artificiale, che, nella loro futura applicazione lungo tutta la filiera, devono tuttavia poter tenere in considerazione il valore rappresentato dal principio mutualistico ed essere programmate in modo da soddisfare questo carattere così peculiare (Avv Federica De Stefani, Università degli Studi Link di Roma).
Il valore di fondo della cooperazione, infatti, trascende il senso economico per diventare un pilastro sociale, civile e culturale: ci sono molti casi di cantine sociali, strutture in sé architettonicamente standardizzate, che sono state vincolate quali “beni culturali” ai sensi del Codice Urbani per la loro funzione di riscatto e redenzione di una comunità (Avv Filippo Moreschi, UGIVI, socio conferitore della Cantina di Quistello). Ma la cooperativa è anche struttura ricettiva di conferimenti, di prodotti e di turisti, da sempre vicina alle grandi vie di comunicazione. Dunque, essa deve armonizzarsi con l’area geografica nella quale si inserisce, trovando idonea collocazione nella programmazione urbanistica e territoriale, come già avviene in molte realtà regionali.
Non è mancata la riflessione, di profilo squisitamente deontologico forense, sul ruolo dell’avvocato quale amministratore di una cooperativa. L’Avv Gloria Trombini (Consiglio dell’Ordine Avvocati di Mantova, UGIVI) ha esaminato una vasta casistica inerente le ragioni di incompatibilità tra l’assunzione di incarichi di rappresentanza e di gestione in una cooperativa e l’esercizio della professione forense. Una strada stretta su cui si staglia un progetto di riforma, attualmente in discussione, volto a dare un’auspicata svolta in senso liberalizzatore.
Ha concluso i lavori il Dr Enrico De Corso, Direttore di Confcooperative Lombardia: tra i numeri della cooperazione vitivinicola su base nazionale emerge il suo ruolo di traino – quantitativo e qualitativo – sul piano produttivo, economico e commerciale. La cooperazione è chiamata alle sfide che sono quelle del settore: competitività, nuovi mercati, passaggio generazionale, mutamento dei gusti, cambiamenti climatici. Ma essa deve poter essere anche motore e stimolo di sviluppo di benessere economico ed ambientale. Per il bene dei soci e di tutto il territorio vocato alla produzione.
Millevigne è stato, come sempre, mediapartner dell’evento. Ha moderato gli interventi il Dr Fabrizio Binacchi, giornalista televisivo con una grande esperienza di temi di agricoltura e già conduttore della trasmissione RAI “Linea Verde”.
L’evento si è concluso con uno splendido e curatissimo “light lunch” offerto dalla Cantina di Quistello nello storico “wine shop”: prodotti del territorio, elaborati con cura e passione artigiana, accompagnati dai vini della Cooperativa. Anche questo, un bel segno del dialogo proficuo tra UGIVI e Cantina Sociale di Quistello: due vere “famiglie” per vocazione e dedizione allo studio ed al lavoro.